E sembra ieri

Questo mattino preso in mano
come un fiore eretto nel suo stelo
bianco di brine e odori vecchi
in quei comignoli svuotati verso il cielo
le strade che parlano di fretta e d’altro ancora
e la mia voglia o la paura di guardare…
a volte sai è un attimo, sembra ieri
eppure quanto tempo tra le dita,
quante rughe a empire gli occhi
a spezzare il cuore ora che la neve incalza
e si torna un po’ bambini, dentro.
Non mentono mai le grida ai corsi d’acqua
o i discorsi alati delle anatre sul lago,
il rosso del primo sangue al mese
l’ultima lacrima a mio padre già disteso.
Non mente questo giorno nuovo
accolto come un figlio nella pancia
l’idea dell’ansia e la trepidazione
la scelta dei colori e del rispetto
perché è quello che ho imparato
e sembra ieri.

Franca Donà


Significazione critica della poesia “E sembra ieri” di Franca Donà

Scivola il verso limpido della Donà ad accarezzare languidamente il tempo in sinestesia. La poetessa dialoga con la propria coscienza, temuta, ma voluta, scelta e avvalorata dalla custodia di poche profonde e preziose verità, distillate dallo scorrere temporale, come il grido della catarsi, la rappresentazione del sogno, la natura, il dolore, il senso, la finitudine, l’emozione e il riconoscimento dell’altro.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti