Significazione critica dell’opera “Verso il granaio” di Alberto Mesiano

L’uomo cosmico e naturale del Mesiano, impastato dei quattro elementi del mondo, è volontà. La volontà dell’uomo è maieutica: è il dar luce alla forma della differenza dalla ferita dell’identità. L’identità, madre di se stessa, vuole il suo tramonto, lo scioglimento dei segni e dei significati adusi, necrotici, di prigionia nell’abitudine al pregiudizio. L’identità accoglie alla vita, prima della sovrastruttura culturale, nella dimensione di universalità, nei precategoriali e gestanti partecipazione e stupore, la sua differenza. Come il singolo chicco di grano muore nella terra, per dalla terra rinascere nella pluralità della spiga, così l’identità muore nella terra dell’arte, per dall’arte rinascere nella calla floreale, simbolo di bellezza: la bellezza dell’oltre dell’identità, nella differenza. Il cibo per la vita che il Mesiano offre è la bellezza, la dostoevskijana bellezza che salverà il mondo, nelle figure del ricoeuriano riconoscimento mutuale e della riconoscenza.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti