Significazione critica dell’opera “Senza titolo” di Romeo Mesisca

Il segno grafico del Mesisca è deciso, marcato, profondo, a rilevare la plasticità e la presenza della forma e a caricare l’apnea emotiva con la massima tensione tonica della materia corporea. L’artista crea così l’opposizione implosa fra l’impeto della volontà e la gravezza legata della stasi del movimento negato, in esso stesso, per causa sostanziale del corpo e della sua mancanza ad essere. E tanto è chiusa la morsa dell’autoafferramento dell’arto medesimo, tanto il respiro si libera agonico nell’emozione profonda ed esternata del contesto pittorico e cromatico, di volontà, di scelta, di affezione. È la ricerca, attraverso la soglia dell’arte, del superamento della finzione rappresentativa al supporto e all’oltre della verità e del senso, che sono dati all’uomo solo in qualità di prospetto e di aperta direzione.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti