Significazione critica dell’opera “Coscienza” di Maria Giacoma Vancheri

Gli huysmansiani paesaggi femminili di gesso lunare della Vancheri “tagliano il basalto del cielo”: è la solidità e il gelo dell’alterità inaccogliente, mancante della risposta di ri-guardo e la figura restituisce a sé l’inverno sull’inverno ricevuto. È la pietrificazione dell’essere: il complesso dell’io, come insieme delle autorappresentazioni psicoaffettive, gravita inflattivamente intorno al Complesso di Medusa, il flusso del divenire è raggelato entro i confini cordati di forme prigioni della riflessa coscienza. Così l’artista esorta la donna a scoprire la potenza come oltre dell’atto, la possibilità diveniente della forma nel racconto aperto, la volontà che nutre la rappresentazione e che libera la crisalide dalla legge gravitale, alla resurrezione alchemica della farfalla.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti