Critica in semiotica estetica dell’Opera “Scorci” di Massimo Rossi

Lo scorcio del Rossi è un’idea prospettica, un taglio narrativo, una metafora rapida, uno sguardo di senso. Lo scorcio vive la poesia dell’obliquo in un verso visivo, è segno della verità. Non è dell’uomo la coscienza pura ed ultima, ma lo slancio igneo, obliquo e analogico del pensiero, fra inconscio e cosciente, al luogo franco e transizionale del figurare, dell’esser figurato, del rifigurarsi.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti