Premio Arte 2017

Arte 2017 – di Yajaira M. Pirela M.

Significazione critica dell’opera “L’origine nascosta” di Yajaira M. Pirela M.

Il tagliente spatolato della Pirela Macchietti è luce rifranta in un caleidoscopio di voli vibrazionali, è gettato diretto e immediato all’emozione, nella sonorità sinestesica dell’acuto respiro, gridato in impatto al mondo aereo, che infrange lo specchio della visione della verità e insieme ad essa, per anelito, rimanda, attraverso mille occhi e infinite prospettive, al mistero della nascita. Il colore informale dell’artista è linea di forza e movimento, che mesce i neri della negazione ai bianchi dell’apporto, sollevando, dall’alcova della livida latenza dell’essere, l’alato librarsi dell’alba.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Vincenzo Piatto

Significazione critica dell’opera “Oblio” di Vincenzo Piatto

La forma pittorica del Piatto esprime un bisogno tattile plastico: nell’apparenza in forma, nella maschera, la medesimezza dell’essere figura una preziosa rovina sospesa nella solitudine senza tempo, fra memoria e oblio. È l’umana e universale attesa d’ascolto, di contenimento, di una promessa d’amore. Gli approdi dell’esistere sono talvolta all’artista solide isole di dolore in attesa di essere scoperte, è il tempo stesso che s’infrange e che chiede il cordone ombelicale del dono della condivisione al senso e al riconoscimento: è speranza d’incontro, di risveglio di vita, di futuro, per raccontarsi vivere ancora nell’ascolto gestante dell’altro.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Valentino Petrosino

Significazione critica dell’opera “Sguardi” di Valentino Petrosino

Le apparizioni fotografiche del Petrosino cercano l’irruzione del soggetto semplice, pregnante e veritiero, scevro delle sovrastrutture dei tecnicismi e perseguono un valore estetico radicale, legato alla sensibilità primaria che suscita l’immagine. La percezione in sinestesia tattile, aspra e scabrosa, si estende uniforme e ininterrotta, fra algore e calore al contempo, di morte e di vita, dal corpo della donna alla pietra, a partorire il contrasto della coesistenza di oblio e di memoria. Relitti immoti di laceranti storie di vita, i clochards sono a guardare, da profonde ferite d’occhi di roccia ignea, dritti ai luoghi di rimozione del passante, che sussulta del risveglio.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Tiziana Sparacino

Significazione critica dell’opera “Silenzi” di Tiziana Sparacino

Lo scatto fotografico della Sparacino ferma il mero trascorrere della esagitazione occidentale di fronte all’affermazione assordante del silenzio africano, che dice la verità nuda. La verità è interiore all’artista, è voce profonda e involontaria di ciò che è qui, nonostante ed oltre: è la voce della vita. L’essenza umana è nella partecipazione instante alla natura nell’ascolto e la sapienza femminile trova la sua continuità alla terra, luogo vessato e brullo di privazione e, al contempo, infinitamente capace di meraviglia, di pienezza, di dedizione, di fertilità e di amore.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Teresa Rossi

Significazione critica dell’opera “Rosso è il mio cuore” di Teresa Rossi

La grafica fiabesca della Rossi lascia languire in un’atmosfera melodica e dondolante di desiderio e insieme d’inguaribile malinconia. Nello stesso elemento aereo di aspirazione delle altezze e del connubio alla solitudine dell’astro e del sublime di una vestale dei profumi del suo cuore, l’artista pur esperisce l’elemento acqueo del ritorno, del dolore, della legge gravitale del legame e della finitudine dell’umano, che è ferita, amore e mancanza ad essere.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Stefania Fienili

Significazione critica dell’opera “Ritratto di tramonto dopo la tempesta” di Stefania Fienili

La sinestesia tattile dei bagni di luce della Fienili è sfumatura, è l’emozione dell’abbraccio al grembo naturale e del narrato segreto delle sue parole mute, che resta sulla pelle, naufraga della sua stessa continuità al mondo. La natura nelle sue forze elementari all’artista è la risposta alla domanda, spoglia e protesa, delle membra arboree di umano desiderio, è il riguardo più profondo dello sguardo, irato e commosso, che cerca allo specchio aereo di sé, oltre se stesso, alla perdita e al riconoscimento infinito, in eterno ritorno della fine, dell’origine.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Sibilla Fanciulli

Significazione critica dell’opera “I remember” di Sibilla Fanciulli

Gli intimi silenzi solitari delle vedute fotografiche della Fanciulli riconducono da elementi esterni, densi di simbolismo naturale, per sinestesia, ai paesaggi interiori del sentire più profondo: è questa la domanda sempre aperta, il varco che muove la libertà. La sensorialità si svolge e trasporta lo sguardo umorale nelle cose, dal loro interno a trovarne la voce latente, che custodisce i segreti della memoria. Sbilanciamento e scabrosità di umido derma ambientale sono memorie inconsce dell’ontogenesi, a vivificare e commuovere il passato in presenza.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Sebastiano Mendola

Significazione critica dell’opera “L’amicizia” di Sebastiano Mendola

Il monocromatismo pittorico del Mendola sospende il divenire temporale e ferma l’istante, sfuma la locazione spaziale e consegna, oltre il fedele reso fotografico, la portata emotiva del vissuto. Fragilità e forza sono affidati ad una estetica sintesi oppositiva: l’iperrealismo delle vesti nel drappeggio e del movimento dei capelli rimanda alla potenza esterna ed altra, che sempre riscrive gli esili ricetti umani della vita. La modulazione tonica e conformativa degli arti rinvia invece alla forza emozionale ed affettiva, la sola che sempre possa il senso, attraverso ed oltre l’accidenza delle cose.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Patrick Pioppi

Significazione critica dell’opera “Mi guardo” di Patrick Pioppi

Lo sguardo pittorico del Pioppi è fotografico, ferma l’istante nei toni intimi, nostalgici e assoluti, fra il bianco e il nero, senza tuttavia smarrirne la bellezza, il movimento e l’emozione, anzi esaltando l’aspetto estetico nella sua radice greca, che vale “capace di sentire”, per la creazione di un personale album di ricordi: di tutto ciò che letteralmente ritrova il cuore. Così l’artista salva il momento quotidiano di una fuggevole bellezza in boccio nel doppio trascendentale della sua rappresentazione e nella sfida accennata di un triplo compiacimento, per il tuttotondo che si nega al piacere, che in tal modo accende il moto irrefrenabile del desiderio.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

Arte 2017 – Paola Gentile

Significazione critica dell’opera “Ghibli” di Paola Gentile

La viva figurazione ritrattistica, calda e fiabesca della Gentile, non è mero realismo, il movimento pittorico liricamente eccede i confini dei contorni e la figura è aperta dalla partecipazione emotiva ad una sensibilità estesa ed animistica. Il ghibli all’artista è la plurisemia di orizzonte, di meridione, di vento e di preghiera di rito, di travalicamento di sé: è la forza elementare che gesta e che spegne gli aspetti, membra potenti che segnano le parvenze dell’essere. Il taguelmust è schermo al vento e sua restanza del passaggio, sua spoglia, vento stesso, perché per vincere il vento, per saperlo, l’uomo si apre a suo complemento.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti