Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Estasi” di Daria Castelli

I brumosi e riarsi ambienti pittorici della Castelli invocano rituali simbolici di presentificazioni oniriche. Nell’ampiezza dello spazio, privo di limitazioni, dal molteplice sensibile della notte nascono liberi movimenti emotivi, trascritti nella poiesis di una creazione segnica archetipica, lungo tracce ascendenti, in volteggio, in vortice, che alimentano, in crescendo di energia, una sensazione di onnipotenza. Velocità, vertigine e meraviglia sospingono all’enfasi, all’ebbrezza, sino all’apoteosi dell’ekstasis sensoriale, alla dimensione dionisiaca inconscia, al nitrito della catarsi, sorretto dal volo feniceo immaginifico. Il primario investimento psico-affettivo dell’intorno apre il processo di infinitizzazione del sé, sino alla perdita del mondo nella sua qualità oggettuale e antitetica, per un’istantanea intensa perdita di sé, nel superamento dei propri confini. È il gioco che rende la donna fanciulla di se stessa, a ricrearsi.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti