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Significazione critica dell’opera “Senza titolo numero 2” di Giovanni Vescio

La pittura del Vescio abita i luoghi primari del possibile in attesa: in attesa di amore per la nascita. Solo un luogo affettivo nasce all’identità e non c’è possibilità di essere e scelta senza la sua carezza individuativa sulla pelle, confine sicuro, che insieme accoglie e forma l’esistere. Il dondolante si spezza in una carezza negata e il respiro dell’amore segna e detta la necessità del ricevere per la capacità di dare.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti