Delicato fiore

Mai avrò ricordo più dolce
di quel delicato fiore
che mi separò,
per un istante,
da questo nudo marmo.
La storia di quel fiore
scritta nel suo languido profumo,
come spada,
ancor
mi trafigge il ventre.
Eppur,
su queste lente acque,
il suo ricordo,
teneramente mi porta
ad incontrar l’oblio.
Ora,
ormai sazio del male della vita,
di quel nostro ultimo istante
sulla lontana sponda,
quel delicato fiore
ancor mi parla…

Mai avrò ricordo più dolce,
su queste lente acque,
di quel nostro ultimo istante…

Massimiliano Testa


Significazione critica della poesia “Delicato fiore” di Massimiliano Testa

Lo sciabordìo dei versi ritornanti del Testa conduce dolcemente i sensi a salpare su di una sinestesia olfattiva, la cui potenza sintetica riscrive le forze elementari e gli stati materici, nell’estasi di stacco dal presente di dolore e reifica e riaccende viva una presenza perduta, nella magia che rinnova, come onda, l’istante all’eterno.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti