Nessun inchiostro

La notte conduce il mare sui mattini
in un messaggio vuoto come il volto d’anima nascosto
nel perdersi del giorno.

Nessun inchiostro versato
ha la voce d’un rimpianto
e nessun vento invocherà più ti amo.

Nel meridiano il capo
è l’ombra al mio diletto, il guardo
che al cielo ha capovolto la deriva.

La mano
non scrive più stagioni
alla mia sponda

e l’urlo al mio silenzio,
dal tuo silenzio

lo portano i gabbiani.

Nunzio Buono


Significazione critica della poesia “Nessun inchiostro” di Nunzio Buono

D’elevata potenza sintetica è l’opera del Buono, che si serve della notte per mareggiare transitivamente i doni dell’inconscio, messaggi come tracce, che rinviano il movimento del desiderio, mai pago di un oggetto, presente, ma impossibile, perduto. La traccia d’inchiostro, il segno dell’uomo sul mondo, è tutto ciò che all’uomo è possibile. Eppure l’immaginazione sinestesica del Buono trasporta fin dove la secca arsura meridiana del cosciente conduca, ancora, all’ombra ondosa e ristoratrice dell’inconscio, così che il corpo viva una dimensione fuori del tempo, il luogo dell’unità dell’essere, dove la voce d’ogni cosa perduta è ritrovata.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti