Dietro la maschera

Inosservato dagli occhi degli erranti,
non riesco a strapparti dal mio volto,
dietro di me nascondi l’immagine sincera,
di un animo nobile, senza pudore,
avvolto dalla luce opaca,
nella dimensione di sembianze.

Vivo con te, or che gli anni sono passati,
e ti indosso nei dì, anche nella notte,
né scivoli via dopo lacrime amare,
seguite da pensieri assillanti,
tormentato dagli incubi privi di mistero.

Non posso mai coprirti,
dietro il vessillo del mio corpo,
or che lo specchio della mia mole,
è noto, impresso ai miei simili,
né questi a meno fanno,
costretti ad indossarti.

Ignota, al cospetto dell’ombra,
fingi di godere di quanto appari,
frustrato nell’immagine del cuore,
prosegui per volontà altrui,
nelle vie oblique della sorte.

Abbatterti per sempre,
solo parole formulate e mescolate,
da chi ti porta addosso,
e del male recato a sé, non s’accorge,
quanto invano possa lasciarti,
nell’oblio, e dietro la luce della realtà.

Celestino Magliacane


Significazione critica della poesia “Dietro la maschera” di Celestino Magliacane

La poesia del Magliacane delinea la condizione umana irreversibile d’errante, a vagolare, in devianza dal vero, in maschera, come schisi lacaniana dell’essere, un essere lacerato, il cui ente è iscritto nella luce dello sguardo dell’alterità, che nomina e in errore riconosce. Se anche varcata la soglia, dalla cultura in vita riflessa, alla natura in vita diretta e fremente nella filiazione, non è superato lo iato ad essere, fratto in cangianti maschere dalla luce degli sguardi, che lo condannano alla sorte di desiderio del desiderio.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti