Se forse giacendo

Se forse giacendo
nel suo in-alterato
e più sincero nume
ozioso l’appagare
la mendace forma
al suo avido negriero.

Se forse a dir poco
ogni estremo nascere
varrebbe del suo giovarsi
che misera pochezza
a tanto adoperare al giorno
non inarcasse il refluo sodalizio
a reproba conformità

l’incessante venire dell’uomo
all’uomo nel suo grido di vita
non perirebbe assennato
all’inanità della vita

che iniqua perdura l’esistenza
che si adopra come essa vuole.

Dove le radici non sono sentenza
né collusa ostinazione.
Lì dove la vita ostenta
l’accadimento gemma
Orora altra vita.

E non conosce alcun Nome
questo Cuore
pieno di meraviglia.

Luce Spirito Guida.

Stefania Vitelli


Critica in semiotica estetica della Poesia “Se forse giacendo” di Stefania Vitelli

Ermeticamente distinta, la parola della Vitelli cerca la trasfigurazione della forma umana, errante schiava del tempo lineare, alla volontà divina di verità, a superare il sacrificio della morte, per la rinascita alla sintesi oppositiva di necessità e di libertà. La poetessa libera dalle concrezionali certezze della coscienza, al di là del giudizio, al fiorire diveniente dei significati, alla manifestazione divina, che sublima dalla vita fremente e diretta, di plurale meraviglia ineffabile.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti