Vi lascio una poesia

La vita con me non è stata avara
né breve né eroica né sfacciata.
Alla fine, rimane polvere
da scuotere da vestiti ormai logori.
Lo sguardo è stanco
le lacrime intrise di gioia e di rimpianto.
I pensieri sciolti dai grovigli
di inutili complicazioni
che pendono come cordoncini
esposti ai capricci di venti flebili
fragili, come le angosce
per futuri sempre più brevi.
Una poesia come lascito
perché il filo della memoria non si spezzi
come sarà per il respiro per i battiti in petto
perché la parola sopravviva
oltre il commiato
senza consumarsi
in consigli superflui
in fallaci verità assolute
in reciproche assoluzioni.
Parole raccolte sulla riva
pietre un tempo spigolose, aspre
che il mare come la vita ha levigato, smussato
con opera paziente e sapiente
e che ora restituisco, dedicandole a voi.
Liberi, fatene ciò che vorrete
lanciatele perché nascano piccole increspature
che arrivino a lidi imprevisti.
Se degne conservatele nel vostro cuore
perché da piccolo modesto seme
come da figlio in figlio
possano generare alberi rigogliosi
e nuovi semi e nuovi alberi
nella circolarità della vita.

Giuseppe Raineri


Critica in semiotica estetica della Poesia “Vi lascio una poesia” di Giuseppe Raineri

Epistolare, la parola testamentale del Raineri supera il lascito di abiti, di pensieri o di angosce che svaniscano, come i battiti e i respiri, a donare la poesia. La parola poetica è proveniente dal mare dei sentire e ora leviga e filosofale, in qualità di seme di senso del tempo circolare della vita che lega tutte le cose, germina nuova coscienza.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti