A volte

A volte – con lucida e quieta disperazione –
vorrei scappare in qualche piccolo anfratto del tempo
dove il cuore è stato felice
anche solo per un momento
e godere del pieno
con smisurato senso del tutto. Rastrello allora
frammenti di luce e mi lascio guidare da pur
deboli raggi.

A volte – annaspo – in questo presente
che lega con mille lacci sfrangiati
la mia incessante ricerca d’innocenza
alle maglie sgranate di un tempo
rapace e inclemente.
Frammenti di paesaggi noti – erosi dall’abitudine –
sono sfondo a un’ansia che cresce
– col progredire delle scansioni –
come lievito che alimenta l’affannosa ricerca
di senso.

Mi muovo in uno spazio enorme, desolatamente
grande – come dopo un trasloco
che ha impacchettato la vita – confinandola
in un’altra forma. L’assenza percorre veloce vasi
capillarmente lanciati a saturare la fame di vita
ormai senz’appello condensata in offerte
– geneticamente modificate –

Giovanna Nosarti


Critica in semiotica estetica della Poesia “A volte” di Giovanna Nosarti

La parola in ricerca di senso della Nosarti soffre il caduco movimento inarrestabile e la prigionia riflessa del segno per l’oggetto significato in assenza, che esilia e che rinvia ad una luce altrove e prima. La condizione umana è segnica ed analogica, che diveniente incarna il desiderio impossibile di essere. Arte di vivere è azione figurale in ansia di ripetizione e la forma è sempre maschera transitante della vita, invocazione al volto ineffabile dell’origine.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti