Critica in semiotica estetica dell’Opera “Mist” di Alessia Iannone
La rappresentazione scultorea della Iannone, fra dimensione fisica e metafisica, trova la metafora della nebbia quale luogo umano del segno significante e della sua costitutiva impossibilità della visione di sé e di mondo, in qualità di oggetto totale. L’unica verità umana possibile è una verità in errore, nel valore creativo della vita, a riaprire la dimensione residuale e irriflessa alla mutevole e mortale definizione di parola, nella nostalgia di pienezza perduta.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti