Critica in semiotica estetica dell’Opera “Tenete gli occhi chiusi, per favore, immaginate…” di Daniele Longobardi

L’abbraccio in grafica digitale del Longobardi è spazio franco e transizionale di proiezione di sé nell’altro da sé, è l’istante della sinestesia di tutti i sensi insieme, che vivifica la memoria immemoriale dell’infinito perduto. È l’attimo dell’immaginazione, che forse non dà tempo alla vita, ma dà vita al tempo, che allarga in vibranti cerchi concentrici, come ontocosmogonie nascenti da un vissuto a densità infinita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti