Critica in semiotica estetica dell’Opera “Forzata solitudine” di Fiorentino Trapanese

La condanna alla solitudine della donna del Trapanese è subito lenita dallo svelamento del segreto originario di consustanziazione della donna alla natura, che libera dalla contingenza della storia personale e abbraccia una connaturante alleanza di continuità del corpo femminile al corpo della terra. L’artista dipinge l’armonia della sintesi, a ritrovare il connubio archetipico che vede la donna nel suo valore elementare primario, inscindibile dai campi e dal dono dei frutti eternanti la vita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti