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Critica in semiotica estetica dell’Opera “Sconfitta” di Maria Giacoma Vancheri

La grafite essenziale della Vancheri evoca i toni abbandonici della resa, che seguono i rituali della memoria inconscia del viaggio dell’eroe nel canale vaginale per la nascita, allorquando arresti al primo archetipico ostacolo, alla sinfisi pubica, che cela la via del prototipico ‘uscire’, ad exemplum di ogni altro ‘riuscire’ vittorioso della vita. E proprio quando la cieca angustia della sconfitta abbatte il vitalistico turgore, che già pietrifica dell’horror vacui al fagocitante regno delle madri, il capo reclino avverte l’aere, che chiama alla catarsi di un respiro, a risollevare il nascituro alla coscienza della vita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti