Dopo la nebbia dell’abisso

Quando spira il vento dei ricordi
lungo i sentieri di foglie macerate,
ci si sente smarriti spaventati
fra vibrazioni di corde dissonanti.

Al pari, pruni ciechi agognano la luce
si fanno spazio senza timore
del sangue di ferita che lacera i grovigli

inaspettata si delinea una speranza,
un indizio all’orizzonte,
la cima del monte
dopo la nebbia dell’abisso

il cielo rifiorito oltre il rimpianto.

Franco Casadei


Critica in semiotica estetica della Poesia “Dopo la nebbia dell’abisso” di Franco Casadei

La parola innaturata del Casadei affida il vissuto al grembo naturale, è descensus iniziatico all’inconscio, fra proiezioni e introiezioni, alla sintesi elementare, alla congiunzione degli opposti, a reintegrare il perduto, a sublimare il dolore del rimpianto nella rinascita della coscienza, a trovare la catarsi personale e cosmica, per la liberazione della quintessenza armonica e unitaria.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti