Baiadera

Stanotte desidero danzare
al chiaror della luna
e al suon dei cimbali;
son ormai argentei i capelli
ma ancor note cantano nel cuore.
Percorrerò di nuovo verdi sentieri,
saran in luce schegge di memoria,
perle preziose nel gioco della vita.
Stanotte desidero danzare,
libera alfin da crismi logori e grevi;
giammai le vele dispiegai nel vento,
lo spirto chiuso in darsene nebbiose,
silenti nel fluir delle stagioni.
Danzerò per te, o menestrello,
son tornate d’oro le mie chiome,
il sangue pulsa a mille nelle vene
e in questa notte, meraviglia di richiami,
dal trasparente calice stille d’amore,
in ognuna l’eco del tuo nome
che come mantra ripeto all’infinito.

Sul limitar dell’alba, la magia dell’oltre
si dissolve in oniriche visioni,
nella sabbia scomparsa l’orma dei calzari,
in sogni erosi il suon di una suadente voce.
Sol un algido presente e cocci sparsi
nel pugno di una grigia baiadera,
ma ancor desiosa di emozion pulsanti,
fin all’ultimo respiro di sua vita.

Carla Barlese


Critica in semiotica estetica della Poesia “Baiadera” di Carla Barlese

La parola libera della Barlese si lascia ai luoghi altri dall’io. Il rituale iniziatico della poetessa è una via individuationis, che abbraccia la dimensione inconscia oltre il logos razionale. È la rigenerazione identitaria dall’eros, dal cuore di verità vitale e fremente, dal luogo di vita diretta e irriflessa, quale matrice a fondamento ciclico della rinascita del sapere.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti