Critica in semiotica estetica dell’Opera “Un ultimo sguardo” di Mirco Ciccola
La scultura del Ciccola è riflessione sulla prigionia della coscienza, che induce la cecità della verità. Al socratico sapere di non sapere quale ammissione d’ignoranza, l’opera affianca il monito verso un non sapere di sapere, quale inconsapevolezza della visione pregiudiziale, dell’abitudine a vedere secondo le prefigurazioni e le aspettative del consorzio sociale. Un ultimo sguardo è espressione di desiderio dell’artista di una visione irriflessa e precategoriale di verità intatta, che precede la rappresentazione apparente di una coscienza mendace.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti