La madreperla

Io immobile sul baratro ti chiesi:
«È forse questa l’alfa prima, il suono informe
delle onde nell’aurora?» e mi gettai nel mare,
per confondere le lacrime col sogno.
Feci a pezzi il corpo sugli scogli,
cento volte si scarnificò il pensiero
prima di penetrare il ventre oscuro dell’abisso
fino al fondo, farmi lettera e poi frase,
descrivendo la mia essenza in forma d’alga,
poi di una distesa immobile, sommersa di chiarore.
Illuminate dal riflesso d’un sole ormai lontano,
troppo umano e comprensibile,
giacevano conchiglie dalle varie sfumature,
ognuna a rendere un concetto non espresso,
ancora in nuce tra le pieghe colorate.
Trasalii al ricordo vago – come vaga era la luce
ultramarina – di quel giorno in cui m’accorsi
di capire senza avere ancora voce,
di vederti mentre tu passavi accanto
e non saperti dire di restare.
Mi rimasero soltanto le colonne,
la cui ombra mi faceva sentir salva,
spesse e alte fino al cielo dove non giungevo ancora,
a sussurrarmi per troppe primavere, nell’arsura dell’estate,
di non perderti nel tempo che passava
ma di mantenerti vivo, dentro l’acqua
stesa ai piedi di quel tempio.
Ché in un’alba inaspettata
si sarebbe disvelato quel fondale, coi tuoi occhi,
in una madreperla a forma di spirale.

Alessandra Scarano


Significazione critica della poesia “La madreperla”
di Alessandra Scarano

La parola narrante della Scarano, luogo del desiderio, mai pago, della nuda verità, si spinge oltre se stessa, nella domanda, nell’alterità, oltre il cinto venereo del significante, all’oscuro chasma di Ecate, al grembo della dea della morte: in una discesa iniziatica, destino di dipartita e di rinascita. Mentre la parola infrange l’eterno, il suono muto del silenzio e del congiungimento degli opposti è presenza instante dell’evento unico e indeclinabile, piacere ineffabile, a trasalire, a trovare il corpo del mondo, l’evento, il supporto del transito dei significati, il senso inafferrabile, eppur ritrovato nella meraviglia dell’altro, nel chiasmo dello sguardo, nel dono, nel riconoscimento, nel movimento roteante: gioco eterno della vita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti