Il profumo del Calicanto

In questa notte di rami spogli,
delle fronde, solo le fantasie
si offrono alla luna
per i suoi giochi di luce
mentre, come lucciole inventate
tra le zolle denudate d’erbe,
s’avventurano le voci.
Sono le nenie del vento
e lo sciabordio dell’ombra,
tra gli scuri semiaperti,
a immillare di fiati il silenzio.
E nel buio la mia alcova,
che di sogni loquaci si fa luogo,
è memoria del tuo dire.
Un giardino arreso al tempo
dove la neve e il ghiaccio
rendono fragile il ricordo
del vermiglio che scolora
tra le spine e gli sterpi secchi.
Schivo quei roseti spenti
rasentando, sonnambula,
bordure gelide di veronica
…allungo il passo nel bianco
e, stordita dal profumo, mi fermo là
dove il saperti essenza dei miei giorni
è fiore di calicanto
che gemma il mio respiro.

Loretta Stefoni


Significazione critica della poesia “Il profumo del calicanto” di Loretta Stefoni

Il verso melodico, sospeso e languido della Stefoni è respiro aperto nel dialogo al mondo, sospinto dall’incessante desiderio di coappartenenza. Il paesaggio della parola della poetessa è lunare, teatro di rappresentazione immaginifica, genealogia tesa indietro, alla voce e alla volontà di vita. Il presente è segno, ghiaccio della memoria, che solo scioglie in sinestesia il sole invernale del profumo del calicanto: l’abbraccio della coscienza di un amore sentito, che salva dal tempo la parola poetica al senso.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti