Forse a Primavera

Ti scrivo, amore,
perché il canto della mia sola voce
fatica ad arrivare fino a te
tra le piogge d’autunno e le spire dei venti
tramate di foglie e di sorrisi a stenti.

Ma credimi, non serve pensare ad un colore,
in questa meraviglia che ho d’intorno
io li vedo tutti
e profuman come frutti
di un bosco a pieno giorno.

Ed è con quel sapore in bocca, ch’io sono qui, fermo,
felice di pensare che passerà l’inverno
e di pensarti ancora, così, come ti ho dentro.

Ho chiuso in questo scrigno, sulle calde scie d’inchiostro,
le lacrime di un sogno che ha un futuro solo nostro
e non può guerra, né tristezza, né stagione o dì che muoia,
sfibrar questa sua bellezza e questa mia profonda gioia.

Affido al tempo la voce del cuore
così che, viaggiando, ti possa arrivare
e quand’anche la pace, tornerà a prometterci una vita vera
torneranno i fiori a germogliare luce
e ci ritroveremo,
forse a Primavera.

Alessandro Inghilterra


Significazione critica della poesia “Forse a Primavera” di Alessandro Inghilterra

La parola lirica, gentile ed epistolare dell’Inghilterra affida la vita del sentimento d’amore alla rappresentazione scritta, configurante e trascendentale, custodita, in tutta la pienezza di senso, dal rituale incantatorio della musicalità rimica, della trasfigurazione del corpo, della sinestesia dei sensi, del connubio degli opposti. Il poeta crea una vita riflessa, per vincere l’inverno della realtà presente in lontananza e sperare in una primaverile rinascita della vita fremente, in una rifigurazione attiva di sé nella vita diretta futura.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti