Significazione critica dell’opera “Marinaio” di Giancarlo de Gennaro

Il tratto grafico del de Gennaro è meticolosa e innamorata cura dei dettagli fotografici del reale, sino alle maglie più sottili e minute della materia, nel gesto di rituale, che significa e che avvalora, che rifonda il cosmo e il proprio ordine dal caos. Il bilanciamento di luci e di ombre suscita e reifica l’oggetto alla presenza, come la dantesca “ora che volge il disio / ai navicanti e ‘ntenerisce il core” trova il perfetto equilibrio individuativo di sintesi fra il giorno e la notte, fra la coscienza e l’inconscio, fra la parola e il silenzio. L’artista dà vita alla nostalgia e a tutti i profondi sentire del ricordo, che nutre e che al contempo lacera l’essere umano, l’essere segnico, come il navigante in perpetuo esilio, a distanza da se stesso.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti