Camminando nei sentieri impervi

Ti dico addio bassa scogliera
sentinella un po’ sonnolenta
nel meriggio tranquillo
non come quelle rocciose
dure del Sud
a picco audace sul mare.
Lì sono cresciuta
sfidando i ragazzini nei tuffi
mentre i piedi nudi sanguinavano
per i tagli della roccia:
così ho imparato ad amare
la vita
ad amarla senza timori.
Di ferite il corpo e l’anima
ha memoria
ma non voglio asciugare
le mie lacrime
non voglio percorrere
il tempo mio
con le scarpe pulite.
Me le voglio impolverare
camminando nei sentieri impervi
che portano a paesaggi gelosi
della loro bellezza.
La polvere sia testimonianza
che sono esistita
la mia unica eredità.

Antonietta Pastorelli


Critica in semiotica estetica della Poesia “Camminando nei sentieri impervi” di Antonietta Pastorelli

La parola epistolare della Pastorelli, di fronte alla problematica de veritate, trova la sua funzione veritativa nella dimensione mutuale della testimonianza del mondo. La verità è ricoeuriana attestazione, certamente instabile per la sua storicità, ma unica certezza dell’audacia della vita, dono e continuazione umana possibile: è la polvere del senso, sintesi di sé e mondo, accumulata dall’amante orma segnica nel viaggio, dall’apparire all’esistere.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti