Ritratto d’autore

In un treno che conduce
tra indefinite prospettive,
la calma sembra affrettarsi
per appagare l’attimo che fugge.
In me vibra l’estro armonico
di un mondo che ripete limiti
d’irreparabile squilibrio.
Soltanto il carteggio d’un arte libera,
manipola il coraggio
di chi in fondo lotta
per saziarsi del saporoso credo,
misto ad una incessante forza,
che penetra fin entro le membra.
In un monologo che si introduce
quasi come una brezza,
il dolce segreto dell’anima
minaccia il calante ritmo
di una vita sempre in cerca
di un giorno che passa.

Roberto Lasco


Critica in semiotica estetica della Poesia “Ritratto d’autore” di Roberto Lasco

Il verso apotropaico del Lasco è rituale esorcizzante l’inconscio umano timore del divenire nella morte. La condizione umana è segnica, ripetizione analogica del mondo, destinata allo squilibrio del desiderio inappagabile in movimento, nel paradosso costante e insanabile dell’arte di vivere: l’arte umana della parola. Dell’uomo è il respiro della definizione senza fine, del viaggio sempre aperto e indefinito all’essere del sé, nella lotta contro il tempo lineare.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti