Come farfalle
Come farfalle
esseri
senza meta
convulsamente
nella luce del giorno
nella notte oscura.
Soavemente
alle lusinghe del fiammante papavero
dell’aureo narciso
abbandonati.
Vanitose ali
lunghe ciglia maliarde
a Tempo
indifferenti.
Ebbri
di luce
simulando
non sarà
tramonto.
Così
nuovo giorno
ci trova

immoti
aggrappati
a un filo d’erba
le ali ancora aperte.
Desiderio estremo
d’un attonito condannato a morte.
Mirco Bortoli


Significazione critica della poesia “Come farfalle” di Mirco Bortoli
La parola breve e spezzata, avverbiale, gerundiva del Bortoli dà apparizione della condizione desustanziata e transitoria dell’umano: la farfalla è il perituro segno apollineo strappato alla bellezza intatta della vita, alba della coscienza illusa, fermata nel suo slancio al desiderio, senza destinazione. L’umano, come la farfalla, è partecipe della ciclicità della vita, della morte, della resurrezione, ognora rinato al “convellere” di sé all’ombra dell’inconscio come alla luce della coscienza, è sempre istante in dislocazione dall’essere, dal tempo, amato e carnefice.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti