Critica in semiotica estetica dell’Opera “Ecstasy” di Aref Damee

Viva concretezza e spiritualità mesce la venerante visione del Damee. La veste della Venere è simbolico rimando del piacere nella sublimazione al desiderio inestinguibile, che trasfigura l’artista in un rapimento totalizzante, in superamento dei propri confini fisici, in una spiritualizzazione della materia. È la morte dell’io per la fusione al chasma celeste del mondo, per la nuda verità del senso, per il sapere di vita eterna.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti