Solitudine
Come nube
distolta
vagheggio
Fra cespi di rose
disperse
fra ombre
in perpetuo
dissolversi
Fantasmi ghignanti
intuisco rincorrersi
dentro giungle
di morti
lampioni
Assumendo parvenze
di Angeli
nella luce
azzurrevole e piana
Daniela Cicognini
Critica in semiotica estetica della Poesia “Solitudine” di Daniela Cicognini
La parola in solitudine della Cicognini ripopola l’assenza oggettuale dei vissuti interiori, ad animare la vacuità, in risposta alla domanda di sé, a vincere l’opposizione e la struggente nostalgia dell’unità perduta nell’abbraccio del continuo sussistere accadente. La poetessa solve il dolore nella sintesi, che attua la corrispondenza d’io e d’altro, per la ricongiunzione della finitudine all’infinito.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti