Meta
Sull’uscio dell’eternità
poggiata allo stipite
sbircio nei velati meandri
sosto in attesa del richiamo
senza la soglia valicare.
Elidere conoscenza
come ondivago andare
su maree dei di’ odierni
fratte acque sulla chiglia
della vita leggere impetuose
non distolgono la soliva meta.
Gabriella Capone
Critica in semiotica estetica della Poesia “Meta” di Gabriella Capone
La parola in viaggio della Capone ricorda all’uomo la dimensione umbratile dell’io, che l’uomo dimentica sulla soglia delle scelte di coscienza e che il cammino individuativo di vita è volto a reintegrare, rifondando il cosmo dal caos. Il chasma marino della parola è luogo iniziatico, morte del significante, per l’evento originario di continuità al mondo, per una rinascita alla luce di un senso nuovo.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti