Il vento
È tardi questa sera per parlare,
cercare le ragioni
del detto e del non detto.
A ben vedere sono soltanto segni,
sopra i miei fogli sparsi
abbandonati al vento.
Ma è nel respiro di quella brezza antica,
che giunge chiara al cuore
l’essenza di ogni istante.
Sopravvissuto ad empi terremoti,
scolpito come pietra
nei chiostri abbandonati.
Luce sull’uscio brilla queste notti,
della mia casa ferma
nell’aura del tramonto.
Rosa come le stelle,
di quelle estati giovani
che tiepide danzavano
tra i pini sulla spiaggia.
E dunque cosa dire,
parola non ha senso.
È tutto così chiaro
nel mio silenzio stanco.
Come la luna tonda
e piena di racconti,
delle stagioni perse
nel lungo navigare.
Ora risuona dentro
quel vento che sospira
dai sogni più profondi
del mio giaciglio nuovo.
Con esso si attraversa
tutto l’oceano intero
e nessun suono o scritto
raggiunge il suo veliero.
Francesca Fazio
Critica in semiotica estetica della Poesia “Il vento” di Francesca Fazio
La poesia della Fazio è volontà innaturante, oltre la parola, ad affidare la materia dell’uomo agli elementi naturali, per la trasmutazione sublimante nel continuum del respiro all’anima del mondo, oltre i confini della finitudine, all’infinità coessenziale. Il vento libera dalla gravità del dolore, è la quintessenza ineffabile, il soffio vitale di un’origine unitaria e universale.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti