Se la notte
Se la notte è il grappolo d’uva
quello raccolto nel silenzio
e nelle voci ovattate delle nuvole
che nemmeno un chicco cadesse
mentre tutto riposava intorno
lasciami respirare piano
il volo del calabrone
il rumore della siepe autunnale
quello che è stato il verde intenso
di corse nella campagna
il gomitolo che non ho dipanato
e ora mi chiedo se le storie
sono da archiviare per sempre
o se con altri occhi devo vedere
le preziose opere d’arte
lasciate a grandi giri d’elica
da rondinotti infanti
e rifiutare le paure d’un tempo
verso strade sconosciute
e cieli infiammati d’amore
quale eternità sognavo?
quali fiori ho lasciato inaridire
nel mistero del mio vivere
Fernando Boaretto
Critica in semiotica estetica della Poesia “Se la notte” di Fernando Boaretto
La parola dolente del Boaretto chiede al rimpianto del passato la vita notturna della sinestesia, il piano ipotetico dell’immaginazione creatrice, il nettare di un rinnovato fremito diretto all’apertura di un senso differente a rinascere, a fiorire nuovi sogni d’eternità nella finitudine.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti