Alfabeto d’amore
Quando le prime ombre della sera
e il lampeggiar di lucciole,
briciole di sole nelle roventi notti,
i sentimenti sembrano inseguirsi
nella curva obliqua dell’orizzonte
di cielo e terra il tenero abbraccio.
L’immaginazione è sola con se stessa,
satinata da un velo malinconico,
nella mente connessioni alchemiche
tra l’oggi e la tela dolce-amara del passato.
E nell’attimo ancor pieno di luce,
prima che la dea Nyx regni sovrana,
un’immagine piena d’incanto…
i tuoi occhi,
ove tutto l’alfabeto dell’amore
tatuato, fin dal primo istante,
nel mio allora, grigio divenire.
Alla tua fonte pura e trasparente,
matrice di vita fin dai primordi,
lo spirto si disseta e rinnovella.
Terapeutico suono intriso d’armonia,
stammi sempre vicino
fin nel profondo azzurro,
ove disseminate perle
di momenti magici e preziosi.
Le nostre, per divin dono,
sono anime in perfetta sintonia,
già imbastite in un’altra dimensione,
trapunta da un manto di lucenti stelle
e da battiti di passionali cuori.
Ivano Baglioni
Critica in semiotica estetica della Poesia “Alfabeto d’amore” di Ivano Baglioni
La parola amante del Baglioni cerca l’immaginazione creatrice fra terra e cielo, fra materia e spirito e il silenzio di verità degli occhi amati: l’essere, che precede e che contiene tutta la declinazione diveniente del dire. Dagli occhi il poeta si eleva alla memoria immemoriale dell’anima stessa, all’indistinzione prenatale dell’origine infinita, comune e condivisa.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti