Gli anni

Ricordi sgranati
come perle di collane rotte
inseguite in ginocchio

Sparse sul pavimento
conto le mie rughe ad una ad una

È ruvido il filo della vita
ora che il piede inciampa
e suona sorda
l’eco dei sogni d’infanzia

Uno smanioso torpore mi prende
alla ricerca
della quintessenza

Interroga invano la morte
mi conduce alla pietosa solitudine
e al silenzio
plastico
largo
campo di vuoto che tutto pervade

Ed è sospesa
la furia del domani.

Paola Guarnaccia


Critica in semiotica estetica della Poesia “Gli anni” di Paola Guarnaccia

La parola in metafora della Guarnaccia vive la tragicità della condizione segnica dell’uomo, sempre seconda e transitante, in eco perduta e inarrestabile di una provenienza inudibile, di una destinazione senza risposta. Solo l’immobilità del silenzio approssima in sinestesia al senso, conduce il molteplice nell’uno.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti