Qui non ronzano le api
Qui non ronzano le api.
Mi ci trovo piantata a forma di croce.
Non io scelsi il posto – valle di lacrime –
senza un filo di vento, così arido
che nuoce anche alla speranza.
Se dovessi rinascere, almeno
piantatemi nel giardino di fronte.
Su rami spinosi che dormono
tutto l’anno, a maggio spuntano le rose.
Il profumo fa più dolce l’aria e le api
che nel miele serbano il ricordo.
Le rose non soffrono al tempo breve
sfioriscono leggere al dono della vita
senza voce di lamento trasmutano
in petali caduti e nulla sanno del morire.
Anna Maria Gargiulo


Critica in semiotica estetica della Poesia “Qui non ronzano le api” di Anna Maria Gargiulo
La parola simbolica della Gargiulo assapora con saggezza la differenza etologica dell’umana consapevolezza della morte e dell’imperturbabile continuo sussistere eternamente accadente del vivere naturale della rosa. L’apis mellifera è il movimento della metafora, è istanza etica e messa in opera della verità: è paradigma della morte e dell’eterna rinascita della natura, luogo che congiunge e assembra, grembo della perpetuazione che supera le cose, nelle azioni e relazioni. L’uomo che rinuncia alla relazione all’altro è uomo che non supera la morte: la morte è il luogo in cui si appartiene agli altri, nella memoria.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti