Turris eburnea

Città
sbocciate d’incanto
empiti di gioia
sciolgono lacrime
alle azzurre scintille del mare
al verde ondeggiare delle colline
alle irsute pietre
dei monti innevati
diademi
ingemmano
l’elegante disegno
come di Atena
uscita dalla testa del dio
composti gli oceani
ha scolpito
cornici di terra
intorno ad un mare
a te dedicato
sogno di viandante
anelito
di tutte le latitudini del mondo
arte
tu stessa
dentro di te
sotto e sopra di te
stratificata
disseminata
erompente dai vulcani
effeta segreta
trascini l’anima del mondo
alle sue ignote sorgenti
dai bagliori della grotta
richiamo
incontenibile
alla bellezza infinita.

Franco Boffa


Critica in semiotica estetica della Poesia “Turris eburnea” di Franco Boffa

Magnificante, la parola del Boffa eleva un verticale cantico, che onora il risveglio della natura nell’arte, luogo di rinascita spirituale. Torre d’avorio è il collo di un’Atena maria nascente, simbolo di nobile purezza, sorgente di grazia, forza di un candore inviolabile alla corruzione delle occorrenze temporali, rappresentazione escatologica, cattedrale vivente e principio materno eternante di vita. L’arte è forma del divino, attributo della deità, incarnazione, visibilità dell’invisibile nella bellezza.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti