Forse tornerò

Forse tornerò, lusingato dai ricordi
e dal desiderio di ascoltare l’eco di quelle voci
che, antiche e sapienti, giorno dopo giorno
costruivano la casa della nostra maturità
e dei nostri destini.

Forse tornerò
per cantare l’allegria delle ginestre
l’intenso azzurro dei cieli marini
e l’inconfondibile aspro sapore di salsedine
liberato dalle raffiche di tramontana.

Forse tornerò
per rintracciare quei preziosi frammenti
di solitudine, illusioni e certezze
allora presidio e garanzia di gioventù
quell’unica e straordinaria stagione della vita.

Forse tornerò
soffocando la paura di perdere il sogno
ed il timore di specchiarmi, attonito e incerto,
in volti diversi, affaticati e dalle innocenze perdute.
Forse.

Corrado Avallone


Critica in semiotica estetica della Poesia “Forse tornerò” di Corrado Avallone

Fra memoria e assenza di certezza, ritorna la parola dell’Avallone, che si affida alla libertà dei sensi sognanti e alla sfida dell’incoscienza, perché “forse” vale ‘sia la sorte’, che letteralmente ‘lega insieme’. È il viaggio di ritorno alla provenienza, nel tempo circolare e di senso della poesia alla deriva dell’immaginazione, che porta alla viva presenza della carne i sensi pieni, confusi, illusi e sbigottiti d’innocenza della stagione della giovinezza, sebbene sempre la coscienza della realtà e del tempo rinnovi e difficile sia trovare il filo di continuità che riconosce la permanenza del divenire.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti