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Critica in semiotica estetica dell’Opera “La seduzione della conoscenza” di Nicolò Governali

La tattile figuralità del Governali apre all’odisseico viaggio di genesi della conoscenza, sin dalle archetipiche origini fisiche del soggetto che annulla la differenza all’oggetto, nell’evento estatico di totalità. Il sapere desidera il chasma, il grembo divino e ctonio di Ecate, nel superamento di sé al mondo, all’atto iniziatico di morte per la rinascita alla vita eterna, al divenire inarrestabile delle parole. L’uomo è ladro di senso al coito con la terra, all’anonimia della continuità essente: è la morte dell’identità, del significato usuale e pubblico, per l’assunzione del potere regale di generatività eterna, nella stirpe diveniente dei nomi della verità.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti