Dispersi
Stiamo ballando
gli occhi negli occhi
in una grande stanza a vetri
di una casa su una collina
in un settembre italiano
Fuori un tappeto di foglie rossastre
riveste come un mantello caldo la terra
Dentro la calda luce dei nostri visi
percorsi da un sorriso di sogno
diffonde il nostro sempiterno segreto
Così fluttuanti
vestiti di pura musica
usciamo incontro al sole morente
e su quel letto di rosse cadute
anche noi cadiamo
per svanire piano
mano nella mano
in un bacio
dal sapore vano
di un tramonto dissolto
Dispersi d’autunno amore
Franco Conte
Critica in semiotica estetica della Poesia “Dispersi” di Franco Conte
La parola d’immagini in chiasmo del Conte trova nella finitudine stessa l’ardenza dell’uomo, il tempo eccedente di un senso che muore e che rinasce. La caducità delle maschere, delle forme, delle parole, dei luoghi della coscienza è latrice di luce segreta. L’autunno approssima la rappresentazione alla volontà di verità. Nell’abbraccio d’indistinzione al grembo di perpetuazione naturale la materia caduca sublima nel soffio sempiterno d’amore.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti