Teoresi mistica
Lunga è la notte e ai bordi della vita
non si aprono le porte per le stelle
e resta muto il senso del pudore.
Nascondono parole i giudiziosi
i guitti fanno esplodere il talento
e crescono metafore insipienti.
Rimane affisso a mura sconsacrate
il simulacro di un sapere antico
di dialoghi impastati con la terra
per niente arata della verità.
E corre lungo il filo del silenzio
l’esatta dimensione dell’eterno
l’estrema finitudine del tempo
la narrazione della nostra essenza
di tremule propaggini del nulla.
E si dispiega l’ombra del mistero
a rammentarci l’infinito dire
dell’universo che ci soffia dentro.
E credono alla vita i nostri occhi
quando si fa di carne la bellezza
e ammanta il male di ogni meraviglia.
Il saggio si consola col tramonto
con il passato perso nel ricordo
arrotolando i limiti del mondo
nel palmo chiuso della mano tesa
a cancellare il segno della morte
l’immane ineluttabile certezza
che fa dell’uomo cenere vivente.
E noi faremo festa nelle forre
a piedi nudi tra pareti antiche
di roccia consacrata alla sapienza
al dio cantore di ogni mutamento
all’intima sostanza del creato
all’illusione di restare vivi
appesi al dubbio dell’eternità.
Vittorio Di Ruocco
Critica in semiotica estetica della Poesia “Teoresi mistica” di Vittorio Di Ruocco
Fra rivelazione e occultamento, tra filosofia e intuizione sensoriale, la parola del Di Ruocco si sospinge alla sua stessa perdita, nell’irriflessione della verità fremente che reintegra gli opposti, per la sublimazione della conoscenza. Dell’uomo è una coscienza errante e diveniente, in figura declinante e rinascente, che rimanda inarrestabilmente e che differisce irriducibilmente, per l’aver luogo ludico alla casa di un altrove.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti