Parlami di te
I tuoi occhi parlano
del tempo finito
C’è odore di cannella.
La stanza ha le imposte socchiuse
attraversate da fili di luce.
Un velo di polvere bianca sospesa
vaga leggera come neve
si posa sui tuoi capelli
sulle braccia stanche.
Mi aspetti per parlarmi
della tua debolezza, la solitudine.
Ausculterò il tuo cuore
ti dirò che sei bella.
Ancora una volta mi mostrerai
il tuo volto di giovinetta
in una piccola foto
una madreperla in cornice antica.
Mi impossesserò del tuo passato
sarò nel tuo presente
leggerò nel palmo della tua mano il futuro
sono il tuo medico di famiglia.
Corrado Caso
Critica in semiotica estetica della Poesia “Parlami di te” di Corrado Caso
La parola semplice e profonda del Caso rivela che non c’è il curare senza l’aver cura, poiché la vita non fiorisce senza il terreno maieutico dell’ascolto e dell’accoglienza. La visita è ordinaria e straordinaria al contempo, a rendere visibile l’invisibile, a valorizzare la sacertà preziosa della persona, in un appello etico e in un dono di senso, di riconoscimento, di riconoscenza.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti