Ombre

Ombra nella sera, di nascosto, dal buio
della finestra appena schiusa, carpisco
frammenti sconosciuti di un esistere
uguale e differente, e vedo il mondo
immutabile nel continuo mutamento.

Vedo la strada, giù, e la piazzetta
dove si affaccenda la vita che non passa
e all’improvviso scopri che è passata:
ridono, i ragazzi, appoggiati al muretto,
si passano una birra e credono di sapere,
ma non sanno, né della gabbia né della clessidra.

Sogni e sigarette, sulle labbra dense
di parole non dette, di baci ancora
da cogliere: la vita è una promessa
intatta, una tela non ancora imbrattata.

Ridono i ragazzi, nascondendo
spavaldi la loro timidezza,
e si chiedono chi sia quell’ombra
celata dietro la persiana spenta.

Elisabetta Biondi della Sdriscia


Critica in semiotica estetica della Poesia “Ombre” di Elisabetta Biondi della Sdriscia

La parola umbratile della Biondi della Sdriscia dipinge, fra essere e divenire della vita, fra sé e altro da sé, nella prigionia dello spazio e nella fugacità del tempo, la condizione sostanziale umana della domanda a essere, in qualità di proiezione in una soglia d’oltre, sempre ancora da venire.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti