Sinfonia d’estate
Sbocciano nuvole di cotone,
piovono soffioni
fioriti nel brusio degli alveari,
danzano sinfonie
di papaveri e api,
tra le spighe nel vento
si matura il grano,
la macina delle ombre
gira sui chicchi di sole,
dalle rocce antiche gemme
dissetano bocche di leone
aggrappate alle forme di impossibili antenati.
Aghi di pini
compassi d’improvvise geometrie
cadono in aereo letargo,
si scioglie il caldo
nel coro delle cicale
nenia reale virtuale
dove ogni linfa
lentamente scorre.
Magica realtà
in un giorno d’estate,
quasi ombelico del Pianeta
dove il magma infuocato delle guerre
si raffredda nel salvifico tepore della pace.
Massimo Mezzetti
Critica in semiotica estetica della Poesia “Sinfonia d’estate” di Massimo Mezzetti
La parola del Mezzetti contrappone la nigredo delle guerre al continuo sussistere eternamente accadente del grembo naturale. L’ape è simbolo del movimento della metafora, di messa in opera della verità che rinasce nella natura, al luogo di sintesi degli opposti, che supera la morte nella relazione di perpetuazione.
Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti