Notte

La Notte ripiega il suo mantello
vellutato come il tocco della Morte
cade la goccia sulla foglia
e si confonde al rumore delle stelle
il mio canto muto
intonato al vento del deserto
consola il pianto della Terra
Alba paziente
una volta ancora ti ridesti al morso
e la tua mano leggera
mestamente allontani dal mio volto
e dai miei occhi velati di rugiada.

La Nuit

La Nuit replie son manteau
velouté comme la touche de la Mort
se pose la goutte sur la feuille
et se confond avec le bruit des étoiles
mon chant silencieux
accordé au vent du désert
soulage les larmes de la Terre
Aurore patiente
une fois de plus tu te réveille à l’étreinte
et ta main légère
tristement quitte mon visage
et de mes yeux voilés de rosée.

Umberto Di Giacomo


Critica in semiotica estetica della Poesia “Notte (La Nuit)” di Umberto Di Giacomo

La parola panica del Di Giacomo tocca la consapevolezza della finitudine, eppure, al contempo, fra lacrime e rugiada, nella continuità dell’uomo al grembo naturale, è la trasmutazione della materia fecondata dall’eternità, che vince la morte. La pioggia lacrimale rifonde il molteplice e supera il tempo.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti