Amantes

O voi che
la fortuna
avete,
che del mare
avete il respiro,
che del vento
udite
il grido e la voce,
che del sole
avete il calore
e la luce
che muti parlate
in silenzio
senza parole
che la vita
per voi
è un serafico
canto,
fermate
il mistero del tempo,
distillate l’amore,
in lirica,
chimica magia.
Immobile
resti
la voluttà:
allontani
la notte lunga
che affievolisce
lentamente il sole.
Mai il Crepuscolo
primavera sia.

Luigi Lemetti


Significazione critica della poesia “Amantes”
di Luigi Lemetti

La parola vocativa del Lemetti magnifica lo stato di grazia degli amanti e ne canta il lucreziano amentare, la hybris, superba naturale eccedenza, che tende all’infinito. Il poeta cerca la proferibilità dell’ineffabile, ovvero del caso, del dialogo aperto e partecipe dell’umano agli elementi naturali nell’estasi dell’armonia, del linguaggio corporeo e delle fusioni alchemiche, dell’eterno nell’istante, del piacere dei sensi e trova la dimensione crepuscolare dell’essere, della luce incerta e dubbia, che precede il cosciente levar del sole e abbraccia il buio dell’inconscio, a trattenere, del mistero dell’amore nella poesia, un breve istante di meraviglia.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti