Critica in semiotica estetica dell’Opera “The power of Nature” di Igor Eugen Prokop

La cosmogonia grafico-cromatica del Prokop è la visione caleidoscopica della meraviglia, primo valore dell’amore per la vita. Le forme vibrazionali della natura, in un pullulare vitalistico, sono tutte in potenza: il gettato continuo, diretto e immediato, che mesce l’emozione alla variazione materica, sono mille occhi e infinite prospettive nel dono di un’ulteriorità, di un atto sempre possibile. È la possibilità sempre nuova e sempre aperta della sorpresa dell’oltre, nel viaggio di metamorfosi dell’essere. È il connubio della liquidità inconscia e della cristallizzazione adamantina della coscienza, dello scandaglio microscopico e della visione superna delle altezze, di lavorazione materica e di liberazione spirituale: è la finitudine, al moto frequente d’innumerevoli inizi, infinita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti