Premio Arte 2019

Arte 2019 – Silvia De Marchi – On Solitary Fields

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “On Solitary Fields”
di Silvia De Marchi

Le desolate e poetiche distese inchiostrate della De Marchi cercano, nella sinestesia delle memorie epidermiche inconsce, la liberazione da ogni sovrastruttura segnica. La figura è declinazione e il suo significato è sempre relativo, mai in sé, trascritto su un supporto, in un contesto di senso che muta, ove l’uomo è dimentico della prospettiva, che degenera in pregiudizio, in figura errata della verità. L’artista cerca così nuove soglie per nuovi orizzonti, tornando all’evento di senso, al supporto ancora indeclinabile; eppure l’evento non accade che nella sua trascrizione in significato, precipitando istantaneamente in figura, allora è apposto un primissimo segno archetipico, il punto rosso, radicamento che concentra l’espressione del supporto della vita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Serena Cacace – Lost Shade

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Lost Shade”
di Serena Cacace

Il dinamismo pittorico della Cacace è energia trasgressiva e roteante, movimento orientato d’avviluppo della forma nel tropismo alla verità, che l’artista colloca nell’ombra. La condizione umana, lunare e seconda, condanna alla mimesi e alla lacerazione dal tutto unico grembale della coappartenenza dell’uomo alla natura. Eppure, lo stato onirico dell’inconscio nell’arte libera dalla coercizione della figura cosciente e apre la proiezione emotiva e psicoaffettiva di sé nello spazio, restituendo alla nostalgia della mancanza, alla domanda costante dell’umano, la risposta ambientale di sintesi al contenimento primario.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Rosa Giombarresi – Donne

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Donne”
di Rosa Giombarresi

L’ipnotico monocromatismo dell’inchiostro grafico della Giombarresi intreccia arabeschi figurali roteanti, a confondere innumerevoli anguicrinite possibilità metamorfiche immaginative, pur senza mai conferire onere alla ricchezza del fregio. A suggello della celebrazione del luogo archetipico della donna è la cauda pavonis, la ruota della sapienza dello sguardo, che sfida la dimensione ctonia ed evolve, trasmuta, invola e libera le coercizioni della materia allo stadio spirituale dell’oro filosofale. È la saggezza che rapisce il movimento di tutti i punti di vista sulle cose, ad attingere al senso universale della vita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Roberto Rossi – Espansione

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Espansione”
di Roberto Rossi

Il simbolismo pittorico del Rossi configura l’espansione nel movimento di uscita fuori di sé: espressione. L’ingresso nella pratica di parola è lancio vertiginoso nel divenire emergente in forma dell’oggetto di verità. La funzione della parola è la creazione di una rappresentazione sociale in epoché, nella riduzione posta in essere dallo sguardo, che media il mondo naturale della vita e apre la degenerante soglia di separazione fra natura e cultura. Il segno fa apparire e al contempo allontana, evoca creando distanza: la cultura sublima, ovvero eleva alla soglia di confine della dimora il desiderio umano di conoscenza. La parola genera la lacerazione originaria fra vita diretta e vita riflessa e l’essenza della verità resta all’evento unico e indeclinabile al grembo terrestre.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Pietro Cernigliaro – Preludio alla danza

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Preludio alla danza”
di Pietro Cernigliaro

I tasselli ad olio, di colore puro e di forma geometrica, del Cernigliaro scompongono le forme nei colori elementari e nei loro complementari, per accendere l’emozione con il movimento luminoso, che è processo conoscitivo. È una pittura che coglie e ripropone i segreti della percezione ottica, nel meccanismo della visione, che nella corteccia cerebrale raccoglie la scissione dell’informazione visiva, giunta dal mondo esterno. Dividere è letteralmente di-vĭdēre scomporre il vedere, che ha il senso originario di sapere e giudicare, così l’analisi pittorica è separazione di elementi semplici dalla complessità del tutto, per la rottura del giudizio prospettico, per la rinascita della visione, preludio alla danza della verità.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Patrizia Schettino – Memorie di Primavera

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Memorie di Primavera”
di Patrizia Schettino

La grembale tela accogliente della Schettino è ricetto dell’elemento naturale, ispirata al rito giapponese hanami, di contemplazione della fioritura dei ciliegi. L’espressione festante e giuliva, dopo la latenza invernale, della rinascita della vita nelle forme di sublimazione estetica, si mesce e si compenetra con l’istanza introspettiva e filosofica della fragilità e caducità della bellezza, del luogo stesso che inscrive ogni gesto e ogni forma in un disegno unico e complessivo d’armonia spirituale. L’azione divinatoria dell’artista rinnova l’uomo e la natura nel sentimento delle cose e alla morte il flusso dell’impermanenza si trattiene nell’istante memoriale, impronta del passaggio, senso che risorge e presentifica l’umbratile assenza.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Maria Giacoma Vancheri – Sospensione

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Sospensione”
di Maria Giacoma Vancheri

La contorsione figurale della Vancheri denuncia la diffusa visione coercitiva, che destruttura la costituzione del nucleo identitario della donna ad una successione di istanti, di frammenti successivi, psicologicamente ed emotivamente estranei fra loro e privi di una continuità nella memoria: è la morte dell’etica dell’azione di una prospettiva schizoparanoide, con giudizio di attribuzione per violenta introiezione ed estroiezione a non essere, sugli assi delle pulsioni. L’indotta impossibilità di essere della donna si supera nell’arte, che offre uno spazio infinito di possibilità di configurazione, un abbraccio primario e un grembo sempre accogliente, per una libera rinascita, per una rifigurazione protagonistica di sé e della propria vita.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Luigi Quida – Opera Barche

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Barche”
di Luigi Quida

Meraviglianti apparizioni, dall’abbraccio elementare d’acqua e di luce, sospende il Quida nel cielo tutto interiore e impresso del sentimento. Sono paesaggi senza spazio e senza tempo, a custodire la fuggevolezza fragile e relitta dell’umano istante, nocchiero di un transito a morire, nel grembo silenzioso dell’essere, che tutto eterna. L’artista attende il colore, come il gettato di un ascolto, vibrante e sfumato dagli echi lontani del silenzio, principio generatore di tutte le cose, che a sé tutte le cose richiama.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Loredana Boldini – Profumo di te

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Profumo di te”
di Loredana Boldini

L’ascolto materico del colore della Boldini addensa pregnanti sinestesie, che associano le immagini di tutti i sensi insieme, nell’immediatezza emozionale. A partire da uno spunto sensoriale, ad esaudire un desiderio è la reificazione della presenza oggettuale, nell’infinitizzazione all’altro. L’artista dona un istante del vissuto ontico di sé, nel superamento di se stessa, che eccede nell’altro e attinge al senso tacito dell’essere, in uno strato di senso bruto: è una sensibilità dermica originaria, diffusa e desoggettivata. I corpi sono aperti al tessuto del mondo, nell’intreccio o chiasmo del senziente al sensibile, in coappartenenza all’essenza carnale, al volo essente che annulla la distanza.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti

 

 

 

Arte 2019 – Lei Han – Memory-1

Critica in Semiotica Estetica dell’Opera “Memory-1”
di Lei Han

Il costrutto dedalico della Han traccia l’organizzazione traumatica dell’uomo, di fronte alla constatazione oggettuale del mondo come altro da sé. L’uomo diviene, in rispecchiamento, algido luogo di deprivazione, dubbio, lacerazione, mancanza a essere, tensione dolorosa alla memoria inconscia di ciò che pienamente era, che non è più. Il mondo è momento dialettico negativo della volontà essente dell’uomo, che è assenza e nostalgia d’inclusione nell’abbraccio ontico. L’intelligenza è il modo di avere un mondo entro un labirinto di stadi presentificativi e cognitivi, ricognitivi della memoria, a custodirne un archetipo ideale. Il senso è arte dell’omissione del segno fino alla presenza instante, scintilla primigenia per la conoscenza della matrice vitale a fondamento dell’esistenza. L’artista cattura il processo dall’alto, come ad incantare per un istante la fuga del tempo, a serbare le stanze di questa memoria.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti