Critica in semiotica estetica dell’Opera “Ondergang (Destino)” di Victor Vergauwen

La potenza cromatica e la linearità libera del Vergauwen sono la ricerca della massima economia segnica, a scatenare la divampante forza ignea e diretta di un senso universale, che raggiunge nella sinestesia di un gettato emotivo. Ondergang è decesso, via sotterranea, il destino dell’uomo è dunque il descensus letteralmente inferno al luogo di morte, è la fissità statica che soggiace al movimento superno di rappresentazione del divenire della vita, che si esprime nei picchi sapienziali di coscienza e nei pendii dell’abbandono inconscio emozionale, al battito cardiaco accelerato della corsa d’esistenza, che infine si concentra in un unico, intenso ed isolato istante di volontà a densità infinita: il cuore dell’eternità.

Presidente Fondatrice,
Prof.ssa Fulvia Minetti