PREMIO ARTE 2025

Arte 2025 – Johan Schwarzkächel (Mark Pol)

???????? Critica in semiotica estetica dell’Opera “Time travellers 2” di Johan Schwarzkächel (Mark Pol) La dimensione diveniente e ludica fra pieni e vuoti dello Schwarzkächel, in Arte Mark Pol, trova la congiunzione degli opposti di maschile e di femminile, della dimensione aerea e acquea, di rapace coscienza e d’ittico inconscio. Il viaggio che propone l’artista supera il tempo lineare per il tempo che fa degli opposti il [...]

Di |2025-12-05T11:08:38+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Isabella Angelini

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Quetzal splendente e Mandragora” di Isabella Angelini Le visioni oniriche della Angelini attingono ad un simbolismo profondo, che sospinge alla civiltà dei Maya e degli Aztechi, partecipando ritualmente delle qualità divine di libertà dall’oppressione del Quetzal, l’uccello variopinto, manifestazione del serpente piumato, il dio della rinascita, di natura ibrida, nella sintesi degli opposti di terra e di cielo. Le parole rito e arte hanno [...]

Di |2025-12-05T11:07:03+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Iolanda Casari

dav_vivi Critica in semiotica estetica dell’Opera “Corsetto” di Iolanda Casari La scultura in ferro e cartacemento della Casari è un corsetto in tricot, a maglia indemagliabile, ovvero che non disfa con la rottura, tessuto a catena unita nato in antica Grecia per abiti cerimoniali. L’artista esprime la prigionia dell’apparenza solare e cosciente, che costringe ad un processo d’identificazione obbligata nella norma sociale, per rimozione della dimensione di [...]

Di |2025-12-05T11:05:19+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Igor Eugen Prokop

Critica in semiotica estetica dell’Opera “The Idiot Riders of the Apocalypse” di Igor Eugen Prokop La visione caleidoscopica del Prokop è simbolo di frammentazione e perdita di senso e di valore unitario. È una rappresentazione ironica dell’apocalisse düreriana, per critica satirica del potere contemporaneo. Le maschere dei cavalieri dell'apocalisse non rimandano ai volti della verità, sono luoghi sintomatici di una mendacia, di una vacuità e di una finitudine, che [...]

Di |2025-12-05T11:03:44+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Graziella Castelli

Critica in semiotica estetica dell’Opera “I 5 sensi” di Graziella Castelli La scultura a tutto tondo in argilla raku della Castelli omaggia il senso profondo della sinestesia. È l’indistinzione di una percezione inconscia e unitaria, che sospinge alla memoria immemoriale dell’infinità prenatale nel grembo materno. Il rituale creativo inizia dalla materia della terra, conduce attraverso la tempra del fuoco ed il battesimo di catarsi dell’acqua, per raggiungere la sublimazione [...]

Di |2025-12-05T10:56:13+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Giuseppe Rametta

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Gioiello di mare” di Giuseppe Rametta Del Rametta è la ricerca dell’arte come visione di un istante eterno, proprio e universale dell’elemento naturale. L’artista afferma di compiere un processo di solidificazione dell'acqua marina. Nella forma di sale è il luogo alchemico dell'albedo, la scintilla dell’anima del mondo, che fissa la reminiscenza della verità. Il sale assorbe a nuova coscienza la vastità dell’abisso inconscio, serbando [...]

Di |2025-12-05T10:54:22+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Giuliano Giuliani

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Night in Delhi” di Giuliano Giuliani La donna indiana del Giuliani esprime l’innaturazione al fiore di loto e alla concezione ciclica e circolare del tempo. Il loto è un descensus al luogo dell’emozione inconscia, all’abisso obliato dell’ombra, per risalire dalla profondità. È un simbolo della rinascita della coscienza: il fiore affonda nell’acqua e all’alba risale intatto, pur assorgente dal fango. È un cammino individuativo [...]

Di |2025-12-05T10:52:31+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Gigliola Marinangeli

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Don Giovanni e il canto delle Muse perdute” di Gigliola Marinangeli La visione dionisiaca della Marinangeli è festa irriverente e al contempo promessa di alleanza, quale rituale di sacrificio per la conoscenza. Il vino è sangue, morte della norma e della definizione identitaria. L’artista coglie l’istinto d’indistinzione della vita fremente, per un vissuto anonimo e plurale di continuum all’alterità. L’alfabeto muto, unico, irriflesso, precategoriale [...]

Di |2025-12-05T10:50:54+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Giacomo Minella

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Preghiera” di Giacomo Minella La condensazione spaziotemporale del Minella è la ricerca di una visione prima, irriflessa e precategoriale, nel movimento di sintesi dello sfoglio dei punti di vista. La preghiera è una domanda certa della risposta esaustiva di perfezione raggiunta, senza attesa, senza rimando di senso, è l’attimo d’eternità e di solarità, è una fusione al divino essere, che accoglie e che trascende [...]

Di |2025-12-05T10:49:02+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|

Arte 2025 – Francesca Mazzaglia (FlyFra)

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Libere sulla giostra in un sogno senza tempo” di Francesca Mazzaglia (FlyFra) La visione notturna, onirica e surreale della Mazzaglia omaggia le ‘Ntuppatedde della festa catanese di Sant’Agata. Dal XVII secolo, le donne velavano la propria identità durante i giorni della festa, per rivendicare un momento di libertà. L’artista interpreta il rito nel valore profondamente ludico del tempo presente, in eterno ritorno, quale movimento [...]

Di |2025-12-05T10:47:09+01:005 Dicembre 2025|PREMIO ARTE 2025|
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